Ricevere una diagnosi di tumore al seno è un momento che può cambiare improvvisamente la percezione di tutto ciò che ci circonda.
In pochi istanti possono affacciarsi paura, incredulità, rabbia, confusione. Arrivano domande a cui vorremmo avere subito una risposta: Cosa succederà adesso? Quali cure dovrò affrontare? Come lo dirò alla mia famiglia? Riuscirò a continuare la mia vita di sempre?
È normale sentirsi disorientate.
Non esiste un modo “giusto” di reagire a una diagnosi e non è necessario avere immediatamente tutto sotto controllo.
Quello che si può fare è procedere un passo alla volta, affidandosi ai professionisti che ci stanno seguendo e permettendo anche alle persone che ci sono vicine di aiutarci.
Dopo la diagnosi: concediti il tempo di capire
Quando si sente pronunciare la parola “tumore”, può diventare difficile ascoltare tutto ciò che viene detto dopo.
Termini medici, esami, appuntamenti, possibili terapie: le informazioni possono sembrare tantissime e spesso è impossibile ricordarle tutte.
Per questo può essere utile non pretendere di capire ogni cosa immediatamente.
Chiedi ai medici di spiegarti nuovamente ciò che non ti è chiaro. Prendi appunti. Scrivi le domande che ti vengono in mente anche nei giorni successivi.
Se lo desideri, fatti accompagnare alle visite da una persona di fiducia: avere qualcuno accanto può aiutarti non soltanto emotivamente, ma anche a ricordare e comprendere meglio le informazioni ricevute.
Conoscere la propria situazione permette di affrontare con maggiore consapevolezza le decisioni successive.
Non tutte le diagnosi e non tutti i percorsi sono uguali
Uno degli errori più frequenti dopo una diagnosi è cercare immediatamente su internet storie, statistiche e testimonianze di altre persone.
Informarsi è importante, ma bisogna ricordare una cosa fondamentale: ogni situazione è diversa.
Il tumore al seno comprende differenti tipologie e caratteristiche biologiche e il percorso terapeutico viene stabilito dagli specialisti sulla base di numerosi elementi.
Ciò che è accaduto a un’amica, a una conoscente o a una persona che racconta la propria esperienza online non necessariamente accadrà anche a te.
Per questo, quando hai un dubbio sulle cure o sulla tua situazione clinica, il riferimento principale deve sempre essere il team medico che ti sta seguendo.
Internet può aiutare a conoscere meglio alcuni argomenti, ma non può sostituire il confronto con gli specialisti.
Prepara le domande da fare ai medici
Durante le visite può capitare di dimenticare proprio la domanda che avevamo pensato di fare per giorni.
Tenere un piccolo quaderno, oppure una nota sul telefono, può essere molto utile.
Puoi annotare tutto ciò che vuoi approfondire: gli esami che dovrai effettuare, i prossimi appuntamenti, il significato di alcuni termini, le possibili terapie, gli effetti che potrebbero avere sulla quotidianità.
Non esistono domande inutili.
Comprendere ciò che sta accadendo al proprio corpo significa anche recuperare una parte di quella sensazione di controllo che la diagnosi può improvvisamente mettere in discussione.
Non devi essere forte sempre
“Devi essere forte.”
È una frase pronunciata spesso con le migliori intenzioni.
Ma chi sta affrontando una diagnosi oncologica non deve dimostrare niente a nessuno.
Ci saranno probabilmente giornate in cui ti sentirai determinata e altre in cui avrai paura. Momenti in cui vorrai parlare e altri in cui preferirai il silenzio.
Puoi sentirti arrabbiata, stanca, triste o spaventata.
Sono emozioni che possono far parte del percorso.
Concedersi di viverle non significa arrendersi.
Significa riconoscere che, oltre alla malattia e alle cure, esiste anche una dimensione emotiva che merita attenzione.
Scegli con chi condividere quello che stai vivendo
Dopo una diagnosi può nascere immediatamente anche un’altra preoccupazione: A chi devo dirlo? E come?
Non esiste una risposta valida per tutte.
Puoi scegliere tu con chi parlarne, quando farlo e quanto raccontare.
Avere accanto alcune persone fidate può però diventare un aiuto prezioso. Non necessariamente perché abbiano delle soluzioni, ma perché possono accompagnarti a una visita, aiutarti nelle attività quotidiane o semplicemente ascoltarti quando ne senti il bisogno.
E puoi anche spiegare loro di cosa hai bisogno.
A volte potrebbe essere parlare della malattia.
Altre volte potrebbe essere esattamente il contrario: prendere un caffè, fare una passeggiata o trascorrere qualche ora parlando di qualsiasi altra cosa.
Perché tu continui a essere molto più della tua diagnosi.
Chiedere aiuto è parte del percorso
Affrontare un tumore al seno significa occuparsi delle cure, ma anche delle conseguenze che la malattia può avere sulla quotidianità, sulle relazioni, sul rapporto con il proprio corpo e sulle proprie emozioni.
Per questo non bisogna avere paura di chiedere aiuto.
Il supporto può arrivare da persone diverse: dalla propria famiglia, dagli amici, dai professionisti sanitari, da uno psicologo o dalle associazioni presenti sul territorio.
Confrontarsi con chi conosce questo percorso può aiutare a sentirsi comprese in modo diverso.
A volte scoprire che qualcun’altra ha attraversato paure simili alle nostre può rendere quel momento un po’ meno solitario.
Ritrovare piccoli spazi di normalità
Dopo la diagnosi è facile che visite, esami e terapie occupino improvvisamente gran parte dei pensieri.
Ma, quando è possibile e nel rispetto delle indicazioni dei medici, è importante cercare di conservare anche ciò che ci fa stare bene.
Una passeggiata.
Un incontro con un’amica.
Un libro.
La musica.
Una passione.
Un momento trascorso con la propria famiglia.
Piccole cose che possono sembrare secondarie, ma che aiutano a ricordare che la propria vita non coincide esclusivamente con la malattia.
Non bisogna riempire ogni giornata di attività né obbligarsi a essere positive.
Significa semplicemente continuare, quando se ne sente il bisogno, a lasciare spazio anche a ciò che ci apparteneva prima della diagnosi e che continua ad appartenerci.
Noi Come Te: una rete che può accompagnarti
Quando si affronta un momento così delicato, sapere che qualcuno può comprendere ciò che stiamo vivendo può fare la differenza.
Noi Come Te nasce proprio per essere vicina alle donne che affrontano il tumore al seno e alle persone che stanno vivendo un momento difficile legato alla malattia.
Dal 2015 siamo presenti a Bra e sul territorio per offrire ascolto, vicinanza e attività dedicate al benessere fisico ed emotivo.
Non vogliamo sostituirci ai medici e alle strutture sanitarie.
Vogliamo essere qualcosa di diverso e complementare: una presenza.
Uno spazio in cui poter parlare.
Un luogo in cui incontrare altre persone.
Un’occasione per dedicare del tempo a sé stesse attraverso attività, incontri e percorsi pensati per accompagnare chi sta affrontando la malattia.
Perché una diagnosi può cambiare tante cose.
Ma non deve costringerti ad affrontarle da sola.
Hai appena ricevuto una diagnosi? Noi siamo qui.
Se hai scoperto di avere un tumore al seno, se stai affrontando le terapie oppure senti semplicemente il bisogno di parlare con qualcuno che possa comprenderti, puoi contattarci.
Non devi avere già tutte le risposte.
Non devi sapere esattamente cosa chiedere.
Puoi semplicemente iniziare da un:
“Ho bisogno di parlare.”
Noi Come Te è qui anche per questo.
Contatta l’Associazione Noi Come Te e scopri le attività e i percorsi di supporto disponibili a Bra e sul territorio.
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